CHI SIAMO - ISHTAR Cherasco

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CHI SIAMO
Il Circolo Culturale e Filosofico ISHTAR di Cherasco s'ispira al valore sociale dell’associazionismo liberamente costituito e delle sue molteplici attività come espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo, promuovendone lo sviluppo in tutte le sue strutture territoriali e favorendo l’apporto originale al conseguimento di finalità di carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale.
Gli obiettivi dell'associazione sono lo svolgimento di attività di utilità sociale a favore degli associati e di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e della dignità degli associati.

L’ISHTAR, nel quadro dello svolgimento di attività di utilità sociale, persegue finalità di solidarietà sociale, svolgendo attività nel settore della cultura, istruzione, ricerca, formazione e tradizioni locali.

Per il raggiungimento dei suoi obbiettivi il circolo promuove attività rivolte agli associati e a terzi, in particolare:
  • attività di formazione, informazione, sensibilizzazione e comunicazione;
  • attività di studio, ricerca, progettazione;
  • realizzazione di mostre, audiovisivi, testi e materiali di documentazione, seminari e convegni.
Per il perseguimento dei fini preposti l’associazione si avvale delle attività prestate in forma volontaria, libera e gratuita dai propri associati.
PERCHE' "ISHTAR"?
Anacronisticamente pare assurdo che ci possa essere ancora interesse su una Dea con un passato alquanto remoto, e quindi lecito chiedersi il perché superato abbondantemente la soglia degli anni duemila venga ancora in mente di denominare una Associazione Culturale col nome di una Dea Assiro-Babilonese.

I suoi insegnamenti, non solo sono attuali ma, proiettati nel futuro. ISHTAR venne considerata prevalentemente dea dell'amore, della natura, e della vegetazione che rinverdisce. Racchiude in sé i due “principi mascolino e femminino”, perciò Dea e Dio. Divinità combattiva ed implacabile, stella del mattino e figlia del Sole.

Per “entrare in vibrazione con essa”, niente di meglio dell’Inno a Lei dedicato datato 875 a.C.


Quando son seduta sulla soglia di una taverna,
Io sono Ishtar la Dea, sono prostituta, Madre e sposa e divinità,
che voi chiamate Morte.
Sono ciò che chiamate Legge benché voi la chiamate emarginata.
Io son ciò che cercate e quello che avete ottenuto.
Io son ciò che avete diffuso e ora raccogliete i miei Pezzi.

Parole che abbisognano dello svelamento, ma profetiche, riprese in seguito dalla mitologia sotto altra simbologia ed ancora in uso nei nostri tempi.
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